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L'italia è davvero uno splendido paese. Oltre all'arte, ai monumenti che testimoniano una storia millenaria, oltre all'ottima cucina, siamo anche benedetti dalla natura. Circondati dal mare, baciati dal sole e carezzati dal vento, le giovani menti dei nostri figli crescono libere ed ingegnose. Dovremmo perciò essere un paese all'avanguardia nell'utilizzo delle fonti rinnovabili. Il paese in cui storia, cultura e territorio si sposano (proprio come per la pizza) per generare energia rinnovabile, economica e rispettosa dell'ambiente.
Dovremmo essere l'Arabia Saudita del fotovoltaico, il Texas dell'eolico!
Siamo invece, a quanto si capisce leggendo i commenti e le notizie sul tema, in discreto ritardo.
Per riassumere, potremo elencare alcuni dei fattori che limitano lo svilupppo nella creazione e nella diffusione di sistemi per l'utilizzo di fonti rinnovabili. - Scarsa propensione all'investimento:
la finanza in Italia preferisce, troppo spesso, "rischiare" sul guadagno sicuro delle collusioni e delle amicizie, sulla distrazione di fondi delle "scatole cinesi" di infinite società che controllano società che controllano società... e ben pochi si arrischiano ad investire sulle idee ancorchè valide. Le piccole e valide imprese ci sono, così come i ricercatori abili e preparati, che tengono però i loro progetti ad ammuffire nei cassetti, in attesa che arrivi il momento di poter sviluppare, commercializzare, interessare qualcuno. Un momento che, purtroppo, non arriva mai.
- Difficile accesso al credito:
chi, malauguratamente, volesse sviluppare, con le proprie forze, una idea innovativa, un piccolo progetto personale, una idea innovativa, si troverebbe regolarmente a fare i conti con banche ed istituti di credito poco disponibili ad ascoltare e ad investire sulla iniziativa piccola e privata. Viene quindi a mancare la vitalita di quel substrato innovativo e visionario che ha fatto, in passato, la fortuna del nostro paese.
- False regole del mercato:
nella fase operativa, di commercializzazione, è possibile notare come il mercato (alcuni settori in particolre) non sia regolato da leggi chiare, valide per tutti e condivise, in cui chi vale vince. Spesso vince chi ha gli amici giusti, chi ha gli accordi migliori con il politico o l'amministratore di turno, chi protegge e assicura convenienze e connivenze. In questa fase viene perciò calata l'ultima pietra sul capo ormai piegato della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione.
Il nostro bel sole continua quindi ad ingiallire le rovine di capannoni fatiscenti, il vento muove i fumi delle ciminiere delle poche industrie rimaste, e i nostri migliori ricercatori, i manager più capaci, o anche solo gli inventori da sottoscala, sognano sempre più spesso di cambiare nazione.Per approfondire
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Energie Rinnovabili. Impieghi su Piccola Scala

Luciano Paoli
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